Due giorni ai Mondiali. Chi la spunterà nell’edizione 2026?

Due giorni ai Mondiali. Chi la spunterà nell’edizione 2026?

Tante favorite e qualche potenziale outsider, nel torneo che verrà disputato per la prima volta in tre paesi: Messico, Stati Uniti e Canada si preparano ad accogliere le 48 nazionali

48 nazionali, per la prima volta nella storia, e un sogno da realizzare. Quello di alzare il trofeo di campione del mondo nel cielo di New York, dopo un torneo controverso e ricco di polemiche nei mesi che hanno preceduto il via delle competizioni. Giovedì sera, con Messico-Sudafrica, verrà inaugurato il Mondiale 2026, il terzo senza l’Italia ai blocchi di partenza e l’ultimo di Cristiano Ronaldo e Messi, regolarmente presenti con Portogallo e Argentina. L’Albiceleste difende il titolo e i lusitani sono una delle potenziali outsider, in una rassegna che fornisce tanti spunti interessanti e sarà trasmessa in diretta integrale su DAZN, che ha i diritti per tutte le partite. Qualche gara verrà inoltre mandata in chiaro dalla Rai, che ha scommesso su un evento che sin qui sta ricevendo meno visibilità mediatica rispetto alle attese. Che Mondiale ci aspetta? Scopriamolo insieme.

Mondiali 2026, chi la spunterà? Le favorite e le outsider

Focus Mondiali 2026

Canada, Messico e Stati Uniti si preparano a ospitare un’edizione storica. Il Mondiale 2026 non sarà soltanto il primo a comprendere 48 squadre (12 gironi), ma sarà anche il primo ad essere disputato in tre paesi: il preludio a ciò che potrebbe attenderci in futuro, sia nelle rassegne continentali che in quella iridata, con l’esperimento “pluricontinentale” del 2030 (centenario della FIFA) all’orizzonte. Tante nazionali sognano di raccogliere l’eredità dell’Argentina, che trionfò nel 2030 con uno straordinario Lionel Messi, ma le favorite sembrano essere essenzialmente due. Da un lato la Francia, trascinata dallo straordinario Olise visto nel Bayern Monaco e ricchissima di talenti, dall’altro la Spagna. Le Furie Rosse stanno facendo a meno di Lamine Yamal e Nico Williams, nell’avvicinamento ai Mondiali, ma non appena li recupereranno avranno una delle migliori rose in assoluto: tecnica, qualità e capacità di essere incisivi contro ogni avversario. La Spagna arriva ai Mondiali da campione d’Europa e sogna di confermarsi a livello intercontinentale, mentre la Francia di Mbappé e compagni vuole coronare il sogno della sua generazione dorata: la rosa ha profondità, esperienza internazionale e forza in ogni settore del campo, con Deschamps al passo d’addio e Zidane all’orizzonte per il prossimo quadriennio. Vincere i Mondiali vorrebbe dire bissare il trionfo del 2018 e dare un segnale all’Europa e al mondo, ma Spagna e Francia non sono le uniche formazioni con forti ambizioni mondiali. Il Brasile ha scelto Carlo Ancelotti per tornare al vertice del calcio, ma è pieno di incognite: nel 1994 vinse negli States, ma questa volta ha una rosa deficitaria in alcuni ruoli ed è reduce da un percorso di qualificazione a dir poco zoppicante. Basterà l’odore della competizione ufficiale a risvegliare Vinicius Junior e compagni, oppure sarà flop iridato? Arrivano con grandi ambizioni anche Germania e Inghilterra, soprattutto i Tre Leoni: Kane ha segnato 61 gol e sogna di conquistare quel trofeo che coronerebbe la sua carriera, il tutto sotto la guida di Thomas Tuchel. Ci sono poi Argentina e Portogallo, guidate da Messi e CR7 a fine carriera con ambizioni da semifinale, più difficile invece che arrivi uno squillo dall’Olanda di Dumfries e Gakpo. Ci sono poi le potenziali outsider, che sognano quantomeno i quarti di finale. Tutti si aspettano un grande Mondiale dal Marocco, reduce dal quarto posto di quattro anni fa e dalla controversa vittoria della Coppa d’Africa, ma riusciranno Amrabat e compagni a ripetersi? Il recente cambio in panchina lascia qualche dubbio, ma gli Atlas Lions hanno un’ottima rosa. Buoni segnali anche dal Senegal, che però ha un girone durissimo: proprio una delle sue rivali, la Norvegia, potrebbe sorprendere tutti con Haaland e compagni, occhio anche alla Croazia che è nel girone con l’Inghilterra. Infine, le squadre che ospitano il torneo: difficile che il Canada faccia grossa strada, mentre Messico e Stati Uniti possono tentare qualcosa di importante. Occhio però agli States, che non hanno vissuto un avvicinamento idilliaco, visto che Pochettino sta già discutendo con vari club per il suo ritorno in pista nel calcio europeo. Insomma, sarà il Mondiale delle incognite.

Messi e CR7, è il Mondiale dell’addio

Focus Mondiali 2026

Due stelle immortali si preparano al lungo addio al calcio. I Mondiali 2026 saranno gli ultimi della carriera per Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, che potrebbero ritirarsi rispettivamente dopo la Copa America del 2027 e gli Europei del 2028. CR7 è ancora la stella del Portogallo, nonostante il suo buen retiro in Arabia Saudita e in un campionato tutt’altro che competitivo, e guiderà una nazionale che è decisamente interessante: Bernardo Silva, Bruno Fernandes e compagni hanno esperienza e solidità internazionale, ma soprattutto qualità. L’Argentina, di contro, ha in Leo e Lautaro i suoi leader. Il Toro sogna di vivere un Mondiale da protagonista, dopo le difficoltà di quattro anni fa, ma ripetersi sarà un compito davvero difficile per un’Albiceleste che appare a fine ciclo, pur avendo dominato il proprio girone di qualificazione. Vedremo, tra qualche settimana, chi avrà fatto più strada nel torneo tra Messi e Ronaldo. Intanto, ci prepariamo a vivere e goderci gli ultimi scampoli di queste due star mondiali sul più grande palcoscenico in assoluto.

Caos e divieti, è il Mondiale delle polemiche

Non sarà certamente un Mondiale sereno o idilliaco, quello che ci attende negli Stati Uniti e negli altri due paesi ospitanti. Il “no” di Trump alla presenza dell’Iran negli States ha generato polemiche e ha costretto il Team Melli a emigrare in Messico e trasferirsi nel paese “ostile” solo per i match, mentre i divieti d’accesso ai tifosi di diverse nazionali stanno facendo ampiamente discutere. Se a questo aggiungiamo le perquisizioni eccessive avvenute nei confronti del Senegal e la detenzione per una notte di un giocatore iracheno, abbiamo un quadro preoccupante intorno al torneo. Ma non è finita qui, visto che un arbitro somalo si è visto vietare il visto e ci sono molti dubbi anche sulle location segnalate per i ritiri delle varie squadre: serpenti e pericoli vicino a quello della Svizzera, spari e tensioni sociali intorno a quello dell’Inghilterra. Insomma, sarà un Mondiale che farà discutere (parecchio) anche fuori dal campo, e non per delle buone notizie…

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