Svezia-Tunisia, Gyokeres e compagni vanno a caccia dei tre punti

Svezia-Tunisia, Gyokeres e compagni vanno a caccia dei tre punti

Dopo una qualificazione ai limiti del miracoloso, la Svezia vuole sorprendere nel girone completato da Olanda e Giappone

La Svezia era praticamente fuori da tutto, dopo l’ultimo posto nel girone, ma si è risollevata con un grande cammino nei playoff, ottenuti grazie ai risultati in Nations League. Gyokeres e compagni hanno centrato i Mondiali e ora vogliono sorprendere, sotto la guida di Graham Potter. Non sarà semplice, nel girone che vede l’Olanda come assoluta favorita, ma c’è spazio per chiudere al secondo posto: sarà duello col Giappone.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

La Svezia era fortemente a rischio, dopo quell’ultimo posto nel girone, ma Graham Potter ha saputo dare la scossa e un assist è arrivato dal regolamento UEFA, che ha consentito agli scandinavi di centrare i playoff. Così è nata una clamorosa qualificazione ai Mondiali.

Di fronte ci sarà una Tunisia che ha disputato una buona Coppa d’Africa, ma appare scarica e non pronta per questi Mondiali. Le amichevoli hanno lasciato più di un dubbio, soprattutto l’inappellabile 5-0 subito dal Belgio pochi giorni fa.

IL PUNTO SULLA SVEZIA

Svezia-Tunisia 15/06/2026

Raramente si è vista una qualificazione incredibile come quella della Svezia, che sarebbe stata inequivocabilmente out coi vecchi regolamenti. Gyokeres e compagni avevano infatti chiuso ultimi nel proprio girone con soli due punti, ma sono entrati nei playoff grazie ai risultati nella Nations League e hanno sorpreso tutti, eliminando prima l’Ucraina e poi la Polonia. Lewandowski e compagni si sono arresi per 3-2, col ritorno degli svedesi nei Mondiali dopo otto anni. Ora, c’è lo spazio per sorprendere.

IL PUNTO SULLA TUNISIA

Svezia-Tunisia 15/06/2026

Di fronte ci sarà una Tunisia che si è ricostruita ad alto livello nel calcio africano, ma sembra avere più di una lacuna per riuscire a competere sul grande palcoscenico mondiale. Più di una difficoltà difensiva per i nordafricani, che hanno mostrato grandissime fragilità contro il Belgio e sembrano il fanalino di coda di un girone competitivo: Olanda e Svezia sono favorite per la qualificazione, col Giappone come potenziale outsider e candidata al ripescaggio dal terzo posto. Servirà un’impresa.

PROBABILI FORMAZIONI

La Svezia si schiera con un 4-4-2, che valorizzerà sia Gyokeres che Isak. Sulle corsie Nygren ed Elanga, spazio in mezzo per Bergvall e Svanberg. Difesa affidata a Hien e Lindelof, con Svensson e Stroud sulle corsie. Quest’ultimo è la stella del Mjallby che ha sorpreso tutti vincendo l’Allsvenskan.

Modulo diverso per la Tunisia, che rispolvera il 4-3-1-2. In porta Dahmen, con Valery e Abdi esterni, mentre Bronn e Talbi sono i centrali. Mediana con Gharbi, Mejbri e Skhiri, davanti Achouri con Tounekti e Chaouat. Il giocatore del Club Africain dovrebbe vincere il ballottaggio con Mastouri.

SVEZIA (4-4-2) – Nordfeldt; Svensson, Hien, Lindelof, Stroud; Nygren, Bergvall, Svanberg, Elanga; Gyokeres, Isak.

TUNISIA (4-3-1-2) – Dahmen; Valery, Bronn, Talbi, Abdi; Gharbi, Skhiri, Mejbri; Achouri; Chaouat, Tounekti.

PRONOSTICO

La Svezia è in vantaggio, con due successi in quattro confronti, nessuno dei quali in gare ufficiali. Puntiamo sull’1 e sulla vittoria scandinava, gara da Goal.

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Australia-Turchia, Socceroos all’attacco con due “italiani”

Australia-Turchia, Socceroos all’attacco con due “italiani”

Volpato e Circati guidano una nazionale che sogna il colpaccio, contro la Turchia di Hakan Calhanoglu e Arda Guler

Non c’è Mondiale senza l’Australia, che questa volta si presenterà ai blocchi di partenza con un’anima parzialmente italiana. Dopo Alessandro Circati, anche Cristian Volpato ha ceduto al proprio doppio passaporto e disputerà i Mondiali coi Socceroos, che vivranno un debutto tutt’altro che semplice. Di fronte ci sarà infatti la Turchia di Hakan Calhanoglu, una delle possibili rivelazioni del torneo, e il girone non è semplice: Paraguay e USA possono far bene.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

L’Australia ha ormai traslocato stabilmente nel continente asiatico e questo ne ha aumentato la competitività, inoltre la rosa sta sfornando nuovi talenti. Su tutti svettano Irankunda (Bayern) e due “italiani”: Circati e Volpato guideranno la rosa.

La Turchia si è qualificata ai Mondiali tramite i playoff e ora sogna di sorprendere tutti, con una rosa di tutto rispetto che è guidata sul campo da Hakan Calhanoglu. L’interista vuole consacrarsi a livello internazionale, lui e Arda Guler sono le star.

IL PUNTO SULLA TURCHIA

Australia-Turchia 14/06/2026

La Turchia si è consolidata a livello internazionale con Vincenzo Montella, che ha restituito lo spirito giusto e uno scopo a una nazionale che stava bruciando il proprio serbatoio di talenti. La qualificazione ai Mondiali è la diretta conseguenza dello sviluppo locale, con giovani come Arda Guler e Kenan Yildiz che vanno a mischiarsi allo zoccolo duro guidato da Hakan Calhanoglu. I turchi possono sorprendere, nonostante si siano qualificati tramite i playoff, sconfiggendo la Romania.

IL PUNTO SULL’AUSTRALIA

Australia-Turchia 14/06/2026

L’Australia è ormai una delle realtà più consolidate e attese dei Mondiali, e questa volta genera grande curiosità. La generazione degli “anziani” è ormai tramontata e ai blocchi di partenza si presenta una rosa molto giovane, che ha un gioiellino nelle fila del Bayern Monaco e potrebbe mettere in mostra tanti talenti. Il compito è arduo: farsi strada contro la Turchia e due possibili rivelazioni, gli Stati Uniti padroni di casa e quel Paraguay che ha sorpreso nelle qualificazioni ai Mondiali.

PROBABILI FORMAZIONI

Tony Popovic schiera i suoi col 3-4-2-1, con Ryan in porta e una difesa consolidata: il goleador Souttar, Circati e Degenek. Sulle corsie ecco Behich e Bos, mediana con Irvine e Metcalfe che giocano insieme nel St. Pauli. Davanti Volpato e Irankunda a supporto di Yengi.

Turchia schierata col 4-2-3-1, con Gunok in porta e Demiral-Soyuncu centrali. Sulle corsie Celik e Kadioglu, mediana con Calhanoglu e Kokcu. Sulla trequarti Arda Guler, con Yildiz e Baris Yilmaz esterni, mentre Akturkoglu sarà la punta.

AUSTRALIA (3-4-2-1) – Ryan; Circati, Degenek, Souttar; Behich, Irvine, Metcalfe, Bos; Volpato, Irankunda; Yengi.

TURCHIA (4-2-3-1) – Gunok; Celik, Demiral, Soyuncu, Kadioglu; Calhanoglu, Kokcu; Yildiz, Guler, Yilmaz; Akturkoglu.

PRONOSTICO

Solo due incroci in amichevole tra le squadre, con doppia vittoria della Turchia. Ci aspettiamo proprio quel risultato, il 2 con Over 3.5.

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Arabia Saudita-Uruguay, Bielsa debutta nei Mondiali

Arabia Saudita-Uruguay, Bielsa debutta nei Mondiali

Sfida asiatica per il Loco, contro la selezione che quattro anni fa sorprese l’Argentina. La Celeste vuole partire col piede giusto

L’Uruguay vuole iniziare a spingere verso il passaggio del turno, l’Arabia Saudita vuole sorprendere tutti esattamente come accadde quattro anni fa contro l’Argentina. Il gruppo H dei Mondiali si prepara a un avvio decisamente interessante, nel match previsto per la mezzanotte del 16 giugno. Bielsa e i suoi inseguono i tre punti, l’Arabia vuole iniziare bene il suo cammino col nuovo ct Georgios Donis e non deludere nei Mondiali.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

L’Uruguay ha iniziato un nuovo ciclo col Loco Marcelo Bielsa, dopo un periodo tutt’altro che positivo. Suarez e Cavani sono ormai un ricordo, in una squadra che ha ringiovanito il proprio roster e sogna di essere una delle rivelazioni dei Mondiali.

Di fronte ci sarà un’Arabia Saudita che è reduce da un quadriennio tutt’altro che semplice. Mancini ha deluso e il suo successore, Hervé Renard, è stato esonerato a due mesi dai Mondiali. Ecco dunque il debuttante Georgios Donis, in un girone tutt’altro che semplice.

IL PUNTO SULL’URUGUAY

Arabia Saudita-Uruguay 16/06/2026

L’Uruguay è una delle potenziali rivelazioni di questi Mondiali, con Federico Valverde a guidare un gruppo ringiovanito e interessante sotto ogni aspetto. La Celeste ha disputato delle buone qualificazioni in Sudamerica, togliendosi anche lo sfizio di battere il Brasile e l’Argentina, e ora è chiamata al test definitivo per le proprie ambizioni. Cavani e Suarez non ci sono più, dunque l’attacco è maggiormente leggero e ci saranno dei nuovi volti da scoprire. Sarà il Mondiale della redenzione, per Darwin Nunez?

IL PUNTO SULL’ARABIA SAUDITA

Arabia Saudita-Uruguay 16/06/2026

Quadriennio tutt’altro che semplice per l’Arabia Saudita, che sorprese tutti quattro anni fa con quella vittoria sull’Argentina e un Mondiale al di sopra delle attese. Il calcio locale vive però una fase stagnante, con tanti big a fine carriera e nessuna evoluzione dei giocatori arabi, e la nazionale ne sta risentendo. Nei quattro anni pre-Mondiale, l’Arabia ha cambiato tre ct: Mancini, Renard (esonerato due mesi fa) e il debuttante Georgios Donis. Riuscirà quest’ultimo a trovare la quadratura del cerchio?

PROBABILI FORMAZIONI

Il Loco Bielsa schiera i suoi con un 4-2-3-1 e confermerà Muslera tra i pali, nei suoi ultimi Mondiali. Spazio a Gimenez e Araujo in difesa, con Varela e Olivera esterni. In mezzo Bentancur e Valverde, con De Arrascaeta trequartista e Canobbio-Araujo esterni. Davanti Nunez.

Si è ridisegnata con un 4-4-2, invece, l’Arabia Saudita. In porta c’è Al-Owais, con Abdulhamid e Kadesh esterni e Tambakti-Lajam centrali. Mediana oer Kanno e Nasser Al-Dawsari, sulle fasce il fratello Salem e Al-Juwayr. Davanti ecco Al-Shehri e Al-Hamdan.

URUGUAY (4-2-3-1) – Muslera; Varela, Gimenez, Araujo, Olivera; Bentancur, Valverde; Canobbio, De Arrascaeta, Araujo; Nunez.

ARABIA SAUDITA (4-4-2) – Al-Owais; Abdulhamid, Tambakti, Lajami, Kadesh; Al-Juwayr, Kanno, N. Al-Dawsari, S. Al-Dawsari; Al-Shehri, Al-Hamdan.

PRONOSTICO

Solo tre incroci tra le squadre: una vittoria a testa e un pari. L’Uruguay ha vinto nell’unico precedente ai Mondiali (2018) ed è favorito: gara da 2 e Under 2.5.

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Due giorni ai Mondiali. Chi la spunterà nell’edizione 2026?

Due giorni ai Mondiali. Chi la spunterà nell’edizione 2026?

Tante favorite e qualche potenziale outsider, nel torneo che verrà disputato per la prima volta in tre paesi: Messico, Stati Uniti e Canada si preparano ad accogliere le 48 nazionali

48 nazionali, per la prima volta nella storia, e un sogno da realizzare. Quello di alzare il trofeo di campione del mondo nel cielo di New York, dopo un torneo controverso e ricco di polemiche nei mesi che hanno preceduto il via delle competizioni. Giovedì sera, con Messico-Sudafrica, verrà inaugurato il Mondiale 2026, il terzo senza l’Italia ai blocchi di partenza e l’ultimo di Cristiano Ronaldo e Messi, regolarmente presenti con Portogallo e Argentina. L’Albiceleste difende il titolo e i lusitani sono una delle potenziali outsider, in una rassegna che fornisce tanti spunti interessanti e sarà trasmessa in diretta integrale su DAZN, che ha i diritti per tutte le partite. Qualche gara verrà inoltre mandata in chiaro dalla Rai, che ha scommesso su un evento che sin qui sta ricevendo meno visibilità mediatica rispetto alle attese. Che Mondiale ci aspetta? Scopriamolo insieme.

Mondiali 2026, chi la spunterà? Le favorite e le outsider

Focus Mondiali 2026

Canada, Messico e Stati Uniti si preparano a ospitare un’edizione storica. Il Mondiale 2026 non sarà soltanto il primo a comprendere 48 squadre (12 gironi), ma sarà anche il primo ad essere disputato in tre paesi: il preludio a ciò che potrebbe attenderci in futuro, sia nelle rassegne continentali che in quella iridata, con l’esperimento “pluricontinentale” del 2030 (centenario della FIFA) all’orizzonte. Tante nazionali sognano di raccogliere l’eredità dell’Argentina, che trionfò nel 2030 con uno straordinario Lionel Messi, ma le favorite sembrano essere essenzialmente due. Da un lato la Francia, trascinata dallo straordinario Olise visto nel Bayern Monaco e ricchissima di talenti, dall’altro la Spagna. Le Furie Rosse stanno facendo a meno di Lamine Yamal e Nico Williams, nell’avvicinamento ai Mondiali, ma non appena li recupereranno avranno una delle migliori rose in assoluto: tecnica, qualità e capacità di essere incisivi contro ogni avversario. La Spagna arriva ai Mondiali da campione d’Europa e sogna di confermarsi a livello intercontinentale, mentre la Francia di Mbappé e compagni vuole coronare il sogno della sua generazione dorata: la rosa ha profondità, esperienza internazionale e forza in ogni settore del campo, con Deschamps al passo d’addio e Zidane all’orizzonte per il prossimo quadriennio. Vincere i Mondiali vorrebbe dire bissare il trionfo del 2018 e dare un segnale all’Europa e al mondo, ma Spagna e Francia non sono le uniche formazioni con forti ambizioni mondiali. Il Brasile ha scelto Carlo Ancelotti per tornare al vertice del calcio, ma è pieno di incognite: nel 1994 vinse negli States, ma questa volta ha una rosa deficitaria in alcuni ruoli ed è reduce da un percorso di qualificazione a dir poco zoppicante. Basterà l’odore della competizione ufficiale a risvegliare Vinicius Junior e compagni, oppure sarà flop iridato? Arrivano con grandi ambizioni anche Germania e Inghilterra, soprattutto i Tre Leoni: Kane ha segnato 61 gol e sogna di conquistare quel trofeo che coronerebbe la sua carriera, il tutto sotto la guida di Thomas Tuchel. Ci sono poi Argentina e Portogallo, guidate da Messi e CR7 a fine carriera con ambizioni da semifinale, più difficile invece che arrivi uno squillo dall’Olanda di Dumfries e Gakpo. Ci sono poi le potenziali outsider, che sognano quantomeno i quarti di finale. Tutti si aspettano un grande Mondiale dal Marocco, reduce dal quarto posto di quattro anni fa e dalla controversa vittoria della Coppa d’Africa, ma riusciranno Amrabat e compagni a ripetersi? Il recente cambio in panchina lascia qualche dubbio, ma gli Atlas Lions hanno un’ottima rosa. Buoni segnali anche dal Senegal, che però ha un girone durissimo: proprio una delle sue rivali, la Norvegia, potrebbe sorprendere tutti con Haaland e compagni, occhio anche alla Croazia che è nel girone con l’Inghilterra. Infine, le squadre che ospitano il torneo: difficile che il Canada faccia grossa strada, mentre Messico e Stati Uniti possono tentare qualcosa di importante. Occhio però agli States, che non hanno vissuto un avvicinamento idilliaco, visto che Pochettino sta già discutendo con vari club per il suo ritorno in pista nel calcio europeo. Insomma, sarà il Mondiale delle incognite.

Messi e CR7, è il Mondiale dell’addio

Focus Mondiali 2026

Due stelle immortali si preparano al lungo addio al calcio. I Mondiali 2026 saranno gli ultimi della carriera per Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, che potrebbero ritirarsi rispettivamente dopo la Copa America del 2027 e gli Europei del 2028. CR7 è ancora la stella del Portogallo, nonostante il suo buen retiro in Arabia Saudita e in un campionato tutt’altro che competitivo, e guiderà una nazionale che è decisamente interessante: Bernardo Silva, Bruno Fernandes e compagni hanno esperienza e solidità internazionale, ma soprattutto qualità. L’Argentina, di contro, ha in Leo e Lautaro i suoi leader. Il Toro sogna di vivere un Mondiale da protagonista, dopo le difficoltà di quattro anni fa, ma ripetersi sarà un compito davvero difficile per un’Albiceleste che appare a fine ciclo, pur avendo dominato il proprio girone di qualificazione. Vedremo, tra qualche settimana, chi avrà fatto più strada nel torneo tra Messi e Ronaldo. Intanto, ci prepariamo a vivere e goderci gli ultimi scampoli di queste due star mondiali sul più grande palcoscenico in assoluto.

Caos e divieti, è il Mondiale delle polemiche

Non sarà certamente un Mondiale sereno o idilliaco, quello che ci attende negli Stati Uniti e negli altri due paesi ospitanti. Il “no” di Trump alla presenza dell’Iran negli States ha generato polemiche e ha costretto il Team Melli a emigrare in Messico e trasferirsi nel paese “ostile” solo per i match, mentre i divieti d’accesso ai tifosi di diverse nazionali stanno facendo ampiamente discutere. Se a questo aggiungiamo le perquisizioni eccessive avvenute nei confronti del Senegal e la detenzione per una notte di un giocatore iracheno, abbiamo un quadro preoccupante intorno al torneo. Ma non è finita qui, visto che un arbitro somalo si è visto vietare il visto e ci sono molti dubbi anche sulle location segnalate per i ritiri delle varie squadre: serpenti e pericoli vicino a quello della Svizzera, spari e tensioni sociali intorno a quello dell’Inghilterra. Insomma, sarà un Mondiale che farà discutere (parecchio) anche fuori dal campo, e non per delle buone notizie…

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Zverev vince il Roland Garros 2026

Zverev vince il Roland Garros 2026

Primo Slam per il tedesco, battuto Cobolli in finale

Alexander Zverev ha vinto il Roland Garros 2026. Al termine di due settimane all’insegna delle sorprese, a fare festa è il tedesco che non aveva ancora vinto uno Slam: il suo primo arriva sulla terra rossa di Parigi al termine di un’intensissima finale con un Flavio Cobolli da applausi, tanto per il suo percorso quanto per la finale disputata sullo Chatrier contro il numero 3 al Mondo.

Zverev Roland Garros 2026

Il Roland Garros delle sorprese

È stata un’edizione, quella 2026 sulla terra rossa, che ha regalato molte sorprese. Una già prima di iniziare: il forfait ormai noto del campione in carica, Carlos Alcaraz. Questo, in teoria, doveva spianare la strada verso la vittoria di Jannik Sinner che, però, è uscito praticamente subito, battuto dal caldo, dalla disidratazione e da un Juan Manuel Cerundolo capace di approfittare del vuoto da parte del numero 1 della classifica ATP. Ci sono però stati altri colpi di scena: l’eliminazione di Djokovic contro Fonseca, che ha posto fine al sogno del serbo in quella che verosimilmente sarà stata l’ultima occasione per vincere uno Slam. Poi i ritiri: quello di Berrettini ai quarti di finale, quello di Arnaldi in semifinale.

Zverev Roland Garros 2026

Nel momento decisivo, Zverev non è crollato. Un giocatore forte ma dall’etichetta di eterno terzo che è riuscito al quarto tentativo in una finale a vincere uno Slam. Se ha vinto soltanto per l’assenza di Sinner e Alcaraz non è dato saperlo, ma di certo si è tolto la nomea del “più forte a non aver vinto uno Slam”. E lo ha fatto sapendo reagire per due volte al tentativo di rimonta di Cobolli, andato sotto prima 1-0 e poi 2-1. Quando contava di più, però, non c’è stata storia: netto 6-1 nel quinto parziale. E la mente non può non andare al 2022, quando in semifinale subì un gravissimo infortunio che lo escluse da quel torneo. Adesso, è tutto resettato: Zverev è campione. A Cobolli e al tennis italiano, invece, vanno ringraziamenti e applausi: è arrivata l’ennesima conferma che è tutto un movimento, e non solo Sinner, a essere vincente.

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